Il marchio di qualità sociale

   
 

Il progetto "Made in Arezzo"

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Non solo profitto

Milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E' la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete del denaro.
Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse non si spiegherebbe come ci sono imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i capitali per ritrarre utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

Luigi Einaudi
(Carrù, 24 marzo 1874 – Roma, 30 ottobre 1961) Luigi Einaudi è stato un economista, politico liberale e giornalista, secondo Presidente della Repubblica Italiana. Intellettuale ed economista di fama mondiale, è cosiderato uno dei padri della Repubblica.

Il Master
Made in Arezzo è partner del Master in Etica degli Affari, del consumo e della responsabilità sociale del Dipartimento di Studi storico-sociali e filosofici dell'Università di Siena.
Sito web del Master

Ultimo aggiornamento
1-nov-11

La qualità sociale è una opportunità di crescita per l'economia.
La Responsabilità Sociale rappresenta un orizzonte culturale nuovo che riconosce nell'impresa un soggetto la cui prosperità è fondata soprattutto sulla rete di relazioni che sa instaurare con i propri interlocutori: Clienti, Fornitori, Istituti di credito, Pubblica Amministrazione, Comunità locale, Ambiente.
Per le imprese, il concetto di “responsabilità sociale” significa riconoscere che esse contribuiscono in qualche misura a migliorare la comunità locale ed in generale la società, fornendo posti di lavoro, salari, prestazioni ed entrate fiscali.
Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici, ma riconoscersi e farsi riconoscere come imprese che adottano un comportamento socialmente responsabile e investono nel capitale sociale ricevendone in cambio accreditamento presso i propri interlocutori, tra cui in primo luogo, Clienti, Finanziatori e Pubblica amministrazione.
Da una ricerca del Censis sulle preferenze degli italiani del giugno del 2003, risultava infatti che:

    • il 71,2% pagherebbe almeno il 15,2% in più per acquistare i prodotti di un'azienda che adotti sistemi di produzione che non nuocciono all'ambiente ed alla salute dei consumatori;
    • il 62,2% pagherebbe il 14,3% in più per acquistare prodotti o servizi di un'azienda che si è distinta per il suo impegno in campo sociale.

Questi dati dimostrano come esiste una fascia di consumatori che non solo preferirebbe acquistare prodotti corretti e sicuri, ma anche sapere che tali prodotti sono stati fabbricati secondo criteri socialmente responsabili, cosa che caratterizza particolarmente i prodotti italiani, del territorio toscano e di quello aretino in particolare.
Tale atteggiamento rivela prospettive interessanti sul mercato globale poiché un numero crescente di consumatori afferma di essere assolutamente disposto a preferire tali prodotti anche se attualmente solo una minoranza adotta questo comportamento.
Inoltre sono sempre più numerosi gli Istituti di credito che attribuiscono un “rating” di favore al comportamento socialmente responsabile delle imprese.
E si affaccia su questo scenario anche la Pubblica amministrazione (in primo luogo la Regione Toscana ) che, con la Legge n°14/2006 si prepara a riconoscere semplificazioni amministrative ed agevolazioni fiscali alle imprese che scelgono di adottare un assetto socialmente responsabile.
Non si tratta dunque di aggiungere nuovi adempimenti ai già troppi che appesantiscono la vita delle aziende ma di valorizzare una realtà che molto spesso è fatta di comportamenti virtuosi e di comunicarla correttamente ai propri interlocutori allo scopo di stimolare in essi atteggiamenti conseguenti.

La crisi dei settori manifatturieri in Europa ed in Toscana.
E' noto a tutti il problema della crisi di alcuni distretti industriali toscani (tessile, calzaturiero ed orafo) a causa della concorrenza sleale che proviene dai paesi emergenti ed in particolare dalla Cina.
Per confezionare un paio di scarpe, vendute in Europa a 150 euro, nella città di Zhongshan un ragazzo di 14 anni guadagna 45 centesimi di euro. Lavora 16 ore al giorno, dorme in fabbrica, non ha ferie né assicurazione malattia. Per fabbricare un paio di scarpe da jogging una cinese riceve 90 centesimi di euro: il prezzo in Europa è 178 euro.
Tutto ciò penalizza fortemente i prodotti europei dove il costo del lavoro comprende gli oneri sociali necessari ad assicurare al lavoratore ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa.
Ma il costo (o il beneficio) sociale che la produzione di un bene apporta al contesto ambientale ed umano di riferimento, non può essere una variabile indipendente per i consumatori del mercato globale ed infatti questa consapevolezza sta crescendo costantemente e velocemente per ragioni economiche, culturali e strutturali.

Il marchio di qualità sociale territoriale "Made in Arezzo".
L'adozione di modelli di responsabilità sociale costituisce per le imprese un incentivo della propria competitività sul piano internazionale, considerato che è sempre crescente a livello europeo il numero di imprese interessate e che la moderna teoria del marketing riconosce l'adozione di modelli di responsabilità sociale come fattore rilevante nelle trattative commerciali internazionali.
Le aziende che accettano implementano nella propria organizzazione un sistema di responsabilità sociale si qualificano come aziende che appartengono ad un "territorio socialmente responsabile" in quanto rispettano le leggi e rispettano un codice di comportamento che va oltre la stretta osservanza delle leggi.
Il marchio tipico di qualità sociale “MADE IN AREZZO” qualifica queste aziende e contribuisce nel tempo alla identificazione di una "qualità sociale territoriale” che garantisce la “tracciabilità” dei prodotti e informa i consumatori locali ed esteri sulla provenienza e sulla qualità sociale dei prodotti toscani (e aretini in particolare) rispetto a quelli di altre regioni del mondo.
Fare emergere e valorizzare la responsabilità sociale che caratterizza le imprese di questo territorio, può rappresentare, accanto alla qualità merceologica dei prodotti e dei servizi, il vantaggio competitivo che nel prossimo futuro può fare la differenza con la concorrenza dei paesi emergenti.
Il progetto “MADE IN AREZZO” nasce per iniziativa di un gruppo di imprese sociali e si sviluppa con la collaborazione tra la Fondazione che porta lo stesso nome ed il Dipartimento di Studi storico-sociali e filosofici dell'Università di Siena, sede di Arezzo.

 

Fondazione MADE IN AREZZO
Sede: Via Crispi n. 23 Arezzo. Tel/Fax. 0575/354514
Web: www.madeinarezzo.it

E-mail: info@madeinarezzo.it