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Chi siamo
Milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E' la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete del denaro.
Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse non si spiegherebbe come ci sono imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i capitali per ritrarre utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.
Luigi Einaudi.
Il Master
Made in Arezzo è partner del Master in Etica degli Affari, del consumo e della responsabilità sociale del Dipartimento di Studi storico-sociali e filosofici dell'Università di Siena.
Sito web del Master
Ultimo aggiornamento
18-jun-10
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Il progetto "Made in Arezzo"
Il futuro dell'economia italiana si gioca su due fronti: da una parte la qualità, l'innovazione, la ricerca e le nuove tecnologie; dall'altra il recupero della nostra identità fatta di paesaggi unici, prodotti tipici, saperi tradizionali, creatività e patrimonio storico-culturale.
E' qui che il nuovo ‘made in Italy' affonda le sue radici e la soft economy, rinnovando la vocazione italiana alla qualità, ne è l'incarnazione. Un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione, sull'identità, la storia, la creatività, la qualità; un'economia in grado di coniugare coesione sociale e competitività e di trarre forza dalle comunità e dai territori.
Perché un marchio di qualità sociale "Made in Arezzo"?
Perché la qualità della vita è iscritta nel patrimonio genetico della Toscana e questa regione potrà avere un posto e un ruolo autorevoli solo valorizzando quel patrimonio e facendone un trampolino verso il futuro. La Toscana può divenire il campione di un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione, ma anche sull'identità, la storia, la creatività, la qualità; in grado di coniugare coesione sociale e competitività, e di trarre forza dalle comunità e dai territori.
In questi anni sono nate tante iniziative, tante imprese divenute forti proprio grazie alla scommessa sulla qualità. È il caso dei tanti territori cresciuti sulla valorizzazione del nuovo made in Italy e delle produzioni tipiche, dove i saperi tradizionali incrociano l'innovazione tecnologica creando economie ad alto valore aggiunto.
È il caso delle tante imprese che hanno dimostrato che la qualità è la chiave per essere forti nel mercato globale. E che non può fare a meno dei diritti, della dignità dei lavoratori e della qualità del loro ambiente di vita.
E' il caso della rinascita di quell'Italia dei piccoli comuni in cui si trova custodito gran parte di quell'intreccio di natura, saperi e cultura che rappresenta l'identità positiva del nostro Paese. O dei tanti Parchi e delle aree naturali protette impegnati oggi in un progetto d'avanguardia che coniuga al meglio conservazione e sviluppo locale.
Quella che emerge è l'immagine di un Paese che sa essere vivace e vitale, e che partendo dal proprio patrimonio di identità locali, di orgogli imprenditoriali e di qualità territoriali, è capace di misurasi con le innovazioni culturali, tecniche, amministrative e produttive necessarie per affermarsi nello scenario europeo e globale .
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